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Sospensione della rata del mutuo per un anno: chi può richiederla e come fare

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Un soggetto che versi in una situazione economica di difficoltà e di crisi può presentare, in determinate condizioni, la richiesta di sospensione del mutuo.

Secondo quanto protocollato e siglato tra Abi ed Associazioni dei consumatori (Acu – Adiconsum – Adoc – Cittadinanzattiva – Confconsumatori – Lega Consumatori – Movimento Consumatori – Movimento difesa del cittadino – Unione nazionale consumatori), chi ha contratto un prestito di qualsiasi durata (breve e medio-lungo termine) può sospendere il rimborso delle rate (solo per la quota capitale) per un massimo di 12 mesi, e per una sola volta, continuando a pagare quella concernente gli interessi. Ciò non comporta commissioni né interessi di mora. Alla scadenza del periodo, il piano d’ammortamento riprende con il conseguente allungamento della durata del prestito.

Si può accedere alla moratoria in caso in cui il soggetto contraente del prestito sia colpito dalla perdita del posto di lavoro, dalla morte o infortunio grave, o anche solo se si è sopraggiunta una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro a causa della crisi, per almeno 30 giorni consecutivi e vale anche per coloro ai quali il datore di lavoro abbia chiesto l’ammissione ad ammortizzatori sociali come cassa integrazione, mobilità, o anche contratti di solidarietà. Tutte casistiche che, in sede di richiesta, andranno dimostrate con documenti forniti dall’impresa.

Inoltre, per poter presentare e procedere alla richiesta della sospensione delle rate, è necessario che il finanziamento in corso presenti alcune caratteristiche qui di seguito sintetizzabili:

    ritardi nel pagamento delle rate non superiori ai 3 mesi

    il pagamento delle rate non deve essere stato sospeso in precedenza

    il finanziamento non deve essere senza copertura assicurativa

    non vi siano cessioni del quinto

    non riguardino carte di credito revolving

    non beneficino di agevolazioni pubbliche.

La richiesta va presentata direttamente alla banca, che si impegna a rispondere con un parere positivo o negativo entro 20 giorni lavorativi. C’è tempo fino al 31 Luglio 2018. Chi in passato ha già goduto di un periodo di sospensione ha poche probabilità di ottenerne un altro: può accedere a questa moratoria solo se sono trascorsi almeno 24 mesi dall’avvio dell’istruttoria precedente e soltanto fino al raggiungimento di 12 mesi complessivi di non rimborso delle rate. Sono esclusi anche i soggetti mutuatari che abbiano maturato un ritardo nel pagamento delle rate superiore ai 90 giorni, o quelli per cui sia già scattata la decadenza del beneficio del termine. Se il soggetto ammesso alla moratoria è in ritardo di una, due o più rate, queste saranno computate nelle 12 totali, per cui scatta la sospensione.

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